lupercale roma archeologia storia italia
Per la serie 'quando la leggenda diventa realtà' oggi, con un annuncio ufficiale in 'pompa magna', il ministro della cultura Italiano ha annunciato il ritrovamento del LUPERCALE, dove la lupa avrebbe allattato Romolo e Remo i mitici fratelli fondatori di Roma. In effetti molte 'fonti' già dal tempo dell'Impero Romano parlavano di questo antico posto e si sapeva che doveva trovarsi nel Colle Palatino, ma si sa, l'uomo moderno è scettico specialmente quando deve credere che una lupa abbia adottato e allattato due gemelli in fasce. Ma cos'è , cosa ci tramandano gli scritti del Lupercale? Innanzitutto la memoria storica del LUOGO 'Lupercale' si era persa, e Lupercale venivana definita come una particolare festa di antiche origini che veniva celebrata il 15 febbraio e di cui l'ultimo anno celebrativo fu il 494, solo 1500 anni fa!! Proprio in questa 'grotta' , così ce la tramanda la tradizione, i Luperci (i sacerdoti) sacrificano gli animali, più che altro capre, in onore del dio. Con la lama ancora insanguinata dei coltelli sacrificali vengono bagnate le fronti di due Luperci e poi ripulite con della lana intrisa nel latte (secondo altre fonti non si tratta di luperci ma di due ragazzini di famiglia patrizia). Le pelli degli animali sacrificati vengono poi tagliate a listarelle con le quali i sacerdoti si cingono i fianchi dividendosi in due gruppi. Completamente nudi tranne che per le strisce di pelli, i Luperci iniziano di corsa due percorsi contrapposti, inizialmente tutto intorno al colle (in seguito si riduce al semplice giro del Foro) per poi ritornare al punto di partenza. Con le strisce di pelli frustano lungo il percorso tutti coloro che incontrano e soprattutto le donne, alle quali intendono così fare dono della fertilità, almeno secondo l'interpretazione di Ovidio (Varrone ritiene invece che si tratti, più semplicemente, di un rito di purificazione).
Le origini e il significato di questo rituale affondano tanto le radici nell'antichità che gli stessi autori classici ne spiegano le varie fasi in modo diverso. Tuttavia i Romani tendono a individuare nella festa la celebrazione dell'origine di Roma, considerando il percorso dei Luperci come l'antico tracciato delle mura della città e i due gruppi di sacerdoti come la rappresentazione di Romolo e Remo. La festa sopravvive fino al 494 d.C., quando viene trasformata dai cristiani nella celebrazione della purificazione della Vergine Maria.
Questo, quello che sapevbamo finchè la soprintendenza per i beni artistici, con una sonda, rovistando nella villa dell'imperatore Augusto, nel Palatino, e che..."Nel corso dell'esplorazione di questi giorni del Palatino, nella parte che dà verso il Circo Massimo, una sonda a 16 metri di profondità ha trovato qualcosa di veramente strabiliante", ha detto il ministro illustrando i dettagli della scoperta. La struttura a forma di ninfeo sembra essere una grotta in parte naturale e in parte artificiale, alta circa 9 metri e con un diametro di 7,5.
La microtelecamera della sonda ha mostrato una volta decorata a cassettoni, che riquadrano motivi geometrici non figurativi realizzati a mosaico con tessere di marmo policromo, ed è impreziosita ulteriormente da filari di conchiglie bianche e dall'aquila bianca di Augusto al centro della volta stessa. A quanto pare, edificando la sua dimora proprio in quel luogo, l'imperatore volle annettere alle sua villa quel luogo altamente simbolico della storia di Roma.
Una visione mozzafiato che è stata ottenuta dalla soprintendenza, che ancora non ha messo piede nella grotta, solo alla fine di luglio scorso. "Una vivacità policroma impressionante che sembra a prima vista un unicum nel complesso della Casa di Augusto", commenta l'archeologa Irene Iacopi che ha diretto lo scavo. Con lei, il soprintendente archeologico Angelo Bottini, il professor Giorgio Croci curatore del supporto scientifico ai lavori di scavo sul Palatino e il noto archeologo Andrea Carandini.
"La grotta è ancora quasi interamente riempita di terra di riporto - dice Bottini - ma con la sonda siamo arrivati fino al pavimento che è di cocciopesto per approssimare le dimensioni di 7,5 metri d'altezza e 6 di diametro. La struttura ipogea, che ha le sembianze di un ninfeo, dove alle pareti abbiamo riconosciuto una nicchia, è alla base della collina, allo stesso livello del Circo Massimo, ed è stata inglobata in un complesso di strutture che l'hanno rispettata e decorata secondo la moda del tempo. Lo scavo sarà, quindi, complesso. Partiremo dall'alto per scendere verso il basso". "Dallo scavo, che coinvolgerà una struttura iniziale di circa 700 metri quadrati, ci aspettiamo di conoscere le connessioni tra il Lupercale e il Tempio della Casa di Augusto che aveva l'ingresso monumentale su questo versante del colle".
Il culto del Lupercale, ha spiegato Andrea Carandini, era ancora vivo nel quinto secolo dopo Cristo. Cosa che suscitò le ire del papa Gelasio I: il Pontefice proibì ai romani di praticare il rituale legato alla grotta, ovvero correre intorno al Palatino, il sacro colle, appunto, frustando le donne per renderle fertili.
Ora si dovrà cercare un varco per entrare nella grotta, costruire un cantiere in sicurezza, e svuotare del terriccio. "Gli studiosi - ha spiegato Rutelli - lavoreranno per anni sui dettagli di questa struttura. Si tratta di un luogo di culto, un santuario che Augusto trasformò in uno dei punti centrali della sua casa. Per secoli era stato cercato ed ora finalmente è sotto gli occhi di tutti".
21/11/07
Trovata la grotta di Romolo e Remo
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