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    18/11/07

    La teoria delle piramidi


    Riprendo dopo molto tempo questo interessantissimo Blog, che, putroppo per carenza di tempo non ho aggiornato da un pò con subito una teoria che Mi frulla in testa da un bel pò, non ricordo nemmeno se l'ho già citata precedentemente e di sicuro se avete digitato Archeoastronomia già capirete di cosa sto parlando. La teoria della civiltà delle piramidi. Questo nuovo 'folle' pensiero, che , se dimostrato farebbe riscrivere tutti i libri di storia, non è certo solo farina del mio sacco, ma gira d un pò di tempo a vari livelli, putroppo molti dei quali un pochino troppo fantasioni. Sostiene una tesi quantomeno dicutibile, ( eccome se è discutibile!) . Secondo questo teoria, e che io condivido, a Mio modo, l'uomo sapiens-sapiens, che, proveniente dall'Africa del centro-sud nel numero di circa 10.000 unità, e che ha 'invaso' negli ultimi 100-50.000 anni tutto il mondo conosciuto aveva già con sè delle conoscenze, delle usanze e, tra le altre, queste comprendevano l'uso della PIRAMIDE. Ma come si può affermare una cosa simile? Credo che anche stavolta il pensiero deduttivo a cui tanto deve l'Archeoatronomia ci possa venire in aiuto. In Europa e medio Oriente si ha la 'prima esplosione' della cultura delle piramidi, o delle costruzioni 'a piramide', se preferite. Se seguiamo la logica e non idee strambe del tipo 'alieni che le hanno costruite', potremo capire che l'uomo sapiens, nel momento in cui sta per colonizzare l'attuale Armenia, incontra quello che potremmo definire il petrolio di quel tempo: una materia che produce energia: energia muscolare: i cereali, in particolare una specie di grano molto resistente,. Si inizia a diventare 'stanziali', non deve più 'correre' o 'camminare' come ha fatto per milioni di anni, cosa che Ci ha portato a scendere dagli alberi, ma vede che mettendo quei benedetti chicchi di grano in un recipiente potrà utilizzarli, cuocendoli tutto l'anno. A questo punto gli serve solo un semplice ( per Noi) sapere ma che allora deve essere stato come la scoperta della relatiità: il ciclo delle sagioni: il fatto incontrovertibile che in primavera si semina, in estate si raccoglie, in autuno e inverno si poltrisce e si sviluppano le relazioni sociali e il cervelo nonchè il sapere. Credo che proprio i Faraoni con le loro immense piramidi di ghiza siano stati un pò come gli americani ora: un grande impero, il più ricco (grazie al 'lime' del Nilo e che questa 'super civiltà' abbia attraveso questi monumenti voluto fare un omaggio, oltre che farne dei precisi laboratori di astronomia slla scienza , al sapere e alla scoperta di una natura miracolosa, che aveva nel sole la sua massim espressione e nel Capo della comunità, magari proveniente d famiglie di sacerdoti che si occupavano proprio della misurazione del tempo, , il suo Dio in terra. La pastorizia fu un naturale proseguo della raccolta di cereali, essendo ormai 'stanziale' l'uomo che già si portava dietro animali che erano degli 'spazzini' delle tribù, tipo cani, iniziò a catturare e tenere le prede come ovini e bovini, così oltre ai cereali iniziò ad avere la carne per un eventuale rigido inverno nonchè il latte da dare ai bambini nel caso avessero avuto problemi le madri. Sardegna, Egitto, altri luoghi in Medio Oriente di cui abbiamo memoria solo in qualche leggenda biblica, per arrivare fino in Francia, Inghilterra, Germania e , dopo secoli, in America Latina subiscono il fcino del cielo e per potercisi avvicinare, tenerlo d'occhio, studiarlo, fare previsioni azzeccate, costruiscono degli osservatori, da quello in cui s'è trovato il disco di Nebra, cioè fatto in pianura fino alle stupende Piramidi di giza. Osservatori atronomici si pensano possano essere anche rocce 'naturali', che, però con il problema dello spostamento dell'asse terrestre ( e quello della deriva dei continenti) è difficilissimo collocare. Comunque ci sono programmi per Pc che risolvono il problema dela trottola che la terra forma nel giro di 20.000 anni , mentre, per il discorso della deriva dei contineti io non sono ancor riuscito a trovare nulla nel web. Insomma, ancora siamo indietro, ma l'Archeoastronomia è giovane e mgari aspetta proprio Te, un nuovo studioso che dovrà lascire un ineluttabile segno

     

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